"Nelle Marche per sorseggiare a Serrapetrona la Vernaccia che piaceva anche a Dante Alighieri"

L'articolo integrale uscito su "L'italo-Americano"

Serrapetrona, piccolo comune delle Marche in provincia di Macerata, secondo la tradizione avrebbe derivato il suo nome da un certo Petronio, ricco e valoroso cittadino romano, rifugiato là per sfuggire a persecuzioni. Le sue origini sono ancora più antiche: nel suo territorio sono state ritrovate tracce di insediamenti di epoche paleolitica e neolitica.

Difendono Serrapetrona due cinte murarie medievali con quattro massicce porte. Fin dai primi anni del '200 il paese era tutto stretto attorno alla chiesa di S.Clemente e al palazzo pubblico già sede del feudatario. Fu aggregata come libero comune al distretto di Camerino dalle autorità papali nel 1240 durante la lotta tra guelfi e ghibellini e divenne poi parte integrante della Signoria. Pochi centri nella regione vantano tanta splendida storia e tanta splendida arte.

La sua storia si lega anche alla produzione di un ottimo vino spumante naturale Vernaccia, la cui produzione è secolare. Fin dai tempi più antichi è stato sempre uno dei più accreditati prodotti di queste terre. Lo stesso Dante ne era ghiottissimo : " ...e purga per digiuno le anguille di Bolsena e la Vernaccia" scrive nel XXI canto del Purgatorio nella sua Divina Commedia.

Eleganza, complessità e longevità caratterizzano il vino che ha dato il via alla produzione di vini fermi a Serrapetrona, dove la Vernaccia Nera era fino ad allora impiegata nei vini frizzanti. La percentuale di appassimento fa la differenza e può variare a seconda dell’annata, superando sempre il 60%. Ogni anno tra Italia ed estero vengono vendute 13.000 bottiglie della tenuta di Stefano Graidi, “Terre di Serrapetrona” che si estende su 17 dei 21 ettari totali, a un’altitudine media di 600 metri sopra il livello del mare. Dopo una raccolta manuale, i grappoli migliori vengono scelti e portati in cantina. Quindi, con la vinificazione in acciaio con lieviti indigeni, vengono aggiunte le uve passite e realizzato il blend che matura in botte diversi anni, prima che il prodotto realizzato venga imbottigliato.

Proprio il Robbione è stato il protagonista di una degustazione condotta dall’esperta Cristina Mercuri, acclamata Wine Educator e candidata Master of Wine. La degustazione è stata organizzata per festeggiare i 20 anni da quando il Serrapetrona Doc ha ricevuto l’etichetta di Denominazione di Origine Controllata, il 18 agosto 2004. Nove le diverse annate di Robbione in degustazione, nel dettaglio quelle del 2005, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016 e 2017 che sono state selezionate appositamente per mostrare le condizioni di vino dopo diversi anni in bottiglia e per dimostrare la capacità evolutiva del vitigno. Le annate più apprezzate sono 2009, 2010 e 2016. Queste bottiglie raccontano e rappresentano la tradizione, il territorio e il lavoro di una zona vitivinicola piccolissima ma di grande valore nelle Marche. Il Serrapetrona Doc è oramai una certezza, consolidata sul territorio e anche a livello nazionale. Una delle scelte enologiche che contribuisce direttamente alla qualità dei vini è quella dell’appassimento naturale.

La Vernaccia Nera ha un tannino decisamente amaro, ma la volontà di raccogliere i grappoli già maturi e di lasciarne una parte a sovra-maturare per un paio di mesi, nella stanza del ‘fruttaio’ senza condizionamento di temperatura e umidità, permette di addolcire i tannini, senza disidratare troppo il frutto. Così si mantengono le caratteristiche organolettiche della varietà.

Il Robbione è un prodotto Doc capace di ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto al fianco della più nota Vernaccia di Serrapetrona Docg, la versione spumantizzata a tripla fermentazione. Secondo Mercuri il Serrapetrona Doc e un vino unico, che merita una piena valorizzazione in un contesto contemporaneo. Una realtà di nicchia che si estende su una superficie di soli 80 ettari, considerando anche le altre aziende del posto. La tenuta si configura come una realtà pionieristica, impegnata nella riscoperta e nell'esaltazione del vitigno Vernaccia in una chiave moderna e innovativa. Quello che stupisce è il metodo dell’appassimento, una tecnica antica che, in questo contesto, non è impiegata per conferire al prodotto robustezza e pesantezza, caratteristiche che lo legherebbero al passato, bensì per aggiungere una nuova dimensione al profilo organolettico del vino. Tale approccio consente di ottenere un prodotto dall'elevata versatilità gastronomica e con un notevole potenziale di affinamento. La cantina “Terre di Serrapetrona” si estende per 66 ettari, tra boschi, ulivi e ruscelli, con un vigneto di 21 ettari, diviso in 7 appezzamenti con diverse esposizioni. È nata alla fine degli anni ‘90 dalla volontà di alcuni imprenditori della zona di rinnovare e valorizzare i vini da Vernaccia Nera, in particolare un vitigno a bacca rossa unico nelle caratteristiche, selezionato e coltivato dai contadini nel piccolo territorio di Serrapetrona. L'uva era solitamente impiegata per la produzione di vino spumante, la Vernaccia di Serrapetrona, che aveva conquistato grande notorietà come vino della festa, da merenda e della tradizionale colazione pasquale marchigiana.

Partendo da un'antica testimonianza riportata nell'Annuario per la Viticoltura e l'Enologia del 1893, che descrive come dalla Vernaccia Nera di Serrapetrona si potesse ottenere un vino fermo tra i più apprezzati delle Marche, è iniziata quindi la produzione di vini fermi, tra i quali si distingue in poco tempo. Visti gli interessanti risultati è stata istituita la Denominazione di Origine Controllata Serrapetrona da Vernaccia Nera.

Fabrizio del Bimbo (L'italo-Americano - Italian Section)

TERRE DI SERRAPETRONA
Tenuta Stefano Graidi
Via Colli 7/8 - 62020
Serrapetrona (MC) Italia
Tel: +39 0733 908329
info@terrediserrapetrona.it
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